RASSEGNA STAMPA - PRESS CUT :


Estratti…..

“E’ il suo momento d’oro: concerti esauriti ovunque; un album, Love to the People, che si avvale di ospiti del calibro di Max Romeo, Luciano, Roy Paci e che è stato valutato dalla critica come la rivelazione italiana reggae dell’anno; canzoni in heavy rotation sulle frequenze delle radio più importanti e insospettabili. Giuseppe Giacalone torna a Firenze, città che lo ha adottato molti anni fa, con un bel successo in tasca.”
“Giacalone la via siciliana al Reggae” LA REPUBBLICA – 4/3/ 2005

“ Oggi all’Auditorium Flog, torna a sua casa naturale, il “Love to the people tour” che sta portando in giro per l’Italia uno degli alfieri indiscussi del reggae italiano: Jaka. Il tutto esaurito fattosi registrare in ogni tappa conferma lo straordinario successo del suo ultimo album, considerato da molti come il più bel disco reggae italiano. Come questo lavoro discografico testimonia la statura internazionale di uno dei più noti e attivi ambasciatori del reggae italiano, così il concerto raccoglie nella dimensione live alcune delle più belle e accreditate realtà del reggae nostrano : la One Drop Band, con alle spalle una storia lunghissima e un bagaglio tecnico eccezionale. Il Jaka dimostra una straordinaria forma artistica e non mancherà di deliziare, ancora una volta, la schiera dei suoi fans.”
“Jaka, la musica che scalda” LA NAZIONE – 4/ 3 / 2005

ESTRATTI DELLA RASSEGNA STAMPA di “LOVE TO THE PEOPLE”

“ Il più bel disco di Reggae italiano degli ultimi anni.”
LA REPUBBLICA – 7 / 8 / 2004

“ Cosa chiedere di più dalla vita ? Splende il sole e suona il miglior disco di Reggae Italiano da “Lontano” del Sud Sound System a questa parte”
RUMORE – 7/8/ 2004

“Una tirata d’orecchio alle major distratte ed onore alla Wide ( che ha sempre appoggiato il reggae nostrano ) : come si fa a lasciarsi sfuggire una possibile Star del potenziale di Jaka ? In questa rubrica non si usa dare i voti, ma li si desse,mezza stelletta in più il Giacalone la meriterebbe solo per alcuni versi di 2000 Passi ( ennesimo pezzo da consigliare a tutte le radio) : geniale !
MUCCHIO SELVAGGIO – 13/19 – 8 - 2004

“Un ritorno in grande stile, il suo, un album cosmopolita come il titolare e pieno zeppo di ottimi motivi per andare ancora una volta fieri del reggae made in Italy.”
ROCKERILLA – 7/ 8 / 2004

“Chi la dura la vince, perché l’impegno e la passione prima o poi pagano.Lo sa bene il Jaka che in questo nuovissimo lavoro ben suonato lancia messaggi semplici ( che poi sono quelli che più contano e pesano) con il cuore in mano e con la vibra di uno che ci crede. Per lui questa musica non è mai stata solo suono ma messaggio d’amore da trasmettere alla gente”.
GROOVE – 7/8 / 2004

“ Tutto perfetto : 17 brani che incendiano al primo ascolto. Uno dei migliori lavori italiani degli ultimi anni.”
ZERO 55 – Numero 34

“Beppe Jaka Giacalone è partito dalla Sicilia, è arrivato a Firenze e da lì ha intessuto con il mondo del reggae legami sempre più lontani e prestigiosi.Al punto che nel cd duetta con Luciano, suona con i tedeschi Seeed, ospita la tromba di Roy Paci : collaborazioni con cui Jaka alterna ritmiche trascinanti e canzoni dalla scrittura fantasiosa. Da ascoltare anche a casa senza finire in una dancehall. ”
MUSICA DI REPUBBLICA – 8 / 7 / 2004

“Love to the people è il compimento di un lungo percorso d’amore, la giusta raccolta dopo una semina generosa.Buona la produzione,contagioso il clima collettivo che si respira tra i solchi del disco”
ROCKSTAR – 8/ 2004

“Veterano della scena Reggae nazionale il Jaka si affaccia infine sul proscenio internazionale. In Love to the people sono le idee complessive a conquistare.”
BLOW UP – 8 – 2004

“ Dopo Assalti Frontali, una scheggia dell’Old School italiana più socialmente consapevole, un’altra avventura fatta di rime, improvvisazioni vocali, e tanto reggae “roots”, ritorna sulla scena, con un album dedicato allo spirito della Giamaica, all’orgoglio e alla strada, in bilico tra il piacere della danza e la “Cnn” dei poveri.”
HOT – 8 - 2004

“ Il Leone siciliano trapiantato a Firenze ha lavorato senza fretta e sotto la guida di un esperienza personale e collettiva che costituisce una sicura base operativa in vista di una prova discografica sulla lunga distanza. La forza di chi non ha nulla da dimostrare a nessuno, insomma. E infatti nel disco c’è tutto il Jaka, il suo approccio solare, aperto, Roots.
SUPERFLY – Luglio 2004

“ Imperdibile l’attesissimo album del cantastorie Jaka, “Love to the People”, pubblicato in tutto il mondo, un omaggio allo stile dei virtuosi della parola, un lavoro collettivo, come avviene in Giamaica, dove il disco è , sempre, un occasione d’incontro e di sfida, una libera ondata flusso che coniuga cuore e batterie elettroniche. “Reggae a matina” è un piccolo inno dedicato alle emozioni di un tramonto sull’isola, ma soprattutto un eccitante dimostrazione delle possibilità infinite del linguaggio e della narrazione quando scoprono le vertigini della pista da ballo.”
TREND – 8/ 9- 2004

“ A dimostrazione che sono tutti uguali i Sud del mondo, Jaka-Giacalone canta in siciliano “Reggae a matina”, gioisce in italiano nello steady di “Ora” e sputa in “Volontà” tutta la rabbia ragamuffin.
Suoni Doc e dialetto ritmicissimo”.
DONNA di REPUBBLICA – 2 / 8 / 2004

“ Un ottimo lavoro discografico per gli amanti del genere e non solo. La musica è un misto di tradizione e innovazione. I testi variano ed in alcuni spicca l’animo “battagliero” de “il Jaka” .
Da non perdere .
MICSU – 8 / 2004

“ Romantiche leggerezze (Ora), rime affilate ( Pizza& Mandolino) e fresco divertissement ( Jaka Boom) fanno di questo disco un nuovo punto di arrivo del Reggae italiano. Perché in fondo tutti i Sud del mondo si assomigliano e la Sicilia può diventare vicinissima alla Giamaica.”
LA NAZIONE – 3 / 9 / 2004

“Beppe Giacalone in arte Jaka, ha qualche mese fa pubblicato uno dei più brillanti lavori “in levare” mai uditisi dalle nostre parti. Come stupirsene visto l’imprimatur datogli da giganti del Reggae quali Luciano e Max Romeo ?”
MUCCHIO SELVAGGIO – 9/15 Novembre 2004

“ Jaka è un veterano del Reggae in Italia e il suo cd merita di essere festeggiato, dopo la lunga militanza tra dancehall, organizzazione di concerti e un programma radio che ha contato molto nella
diffusione dei ritmi giamaicani.”
CITY Firenze – 1 / 7 / 2004

“ Reggae man impegnato, militante ( basta ascoltare i testi), Jaka costruisce qui un disco che amplifica la valenza d’intrattenimento del genere. Le diciassette composizioni volano leggere, virando su Afro e Hip Hop e spostando l’accento anche sul Dub. E il buon potenziale radiofonico di molti brani non pare portare “in basso” il livello complessivo.”
RARO – 7 / 2004

“ Italian outernational Vibes”
ONE LOVE – Catalogue 2005

“ King Jaka!”
ROSSO FIORENTINO –7 / 8 / 2004

ALTRI ARTICOLI

“ Jaka ( aka Giacalone) dopo la sua prima apparizione nel 1993 con “Ragga Soldati” esce nel 2004 con l’album “Love to the people” in cui fanno la loro apparizione personaggi internazionali del calibro di Luciano, Max Romeo e i Seeed, esempio questo di come il Reggae italiano sia ormai una realtà riconosciuta non solo sul nostro territorio.”
“Storia e protagonisti del Reggae in Italia” HIP HOP MAGAZINE – 3/4/ 2005

“Avevo fondato il primo gruppo cover dei Rolling Stones, i Crazy Mama. Figuratevi quando, dopo aver conosciuto quello che era il manager di Mick Jagger e soci, mi ha chiesto di lavorare con lui a un progetto”.Giuseppe Giacalone in arte Jaka, sarà l’ospite fiorentino di una produzione internazionale dedicata all’Hip Hop e che vede protagonista l’italo-americano DropAflo.
L’ex manager degli Stones è Marshall Chess, giunto a Firenze per supervisionare il lavoro del figlio Jamar e del suo staff nello studio Larione 10. “Sono contento di lavorare con loro perché hanno uno staff di primissimo livello. E’ una bella soddisfazione dopo che sono stato uno dei primi a mettere le rime italiane alla musica rap”. Jaka però è noto anche come Dj e grande cultore di Reggae.
Da sottolineare che Marshall Chess portò a suo tempo i Rolling Stones in Giamaica per far respirare al gruppo l’aria giusta per le loro atmosfere reggae.”
“DJ Jaka ospite di Marshall Chess e del progetto Usa-Italia sull’Hip Hop” – LA NAZIONE 31/3/2004

“ La rassegna di danza “Costante Cambiamento” approderà domani in libreria. La Edison infatti, in Piazza della Repubblica 27r, ospiterà la serata di teatro Rap e danza urbana “Out-Off”, curata da Giuseppe Giacalone, figura storica del rap italiano, siciliano trapiantato a Firenze dove è stato tra i demiurghi della locale scena Hip Hop e Reggae.”
“Teatro e danza rap, una serata in libreria” LA REPUBBLICA – 22 / 2 / 2004

“ Il Reggae fiorentino in aiuto del Tibet. I proventi del concerto di stasera alla Flog saranno infatti destinati – attraverso l’organizzazione ASIA – Onlus – al completamento della scuola dei bambini nomadi dela villaggio di Shala, nella contea di Malho, regione talmente povera che fino a qualche anno fa, non vi esistevano scuole…… Al concerto partecipano Jaka, Il Generale insieme a Toni e alla One Drop Band, le bands Michelangelo Buonarroti, Bomba Bomba e Working Vibes; in consolle Dj Indi e Lou Mee.”
“Il reggae fiorentino sul palco per il Tibet” LA REPUBBLICA 29 / 4 / 2004

“ L’appuntamento settimanale di “Vibra” alla Flog volge al termine, dopo una lunga stagione nella quale si sono avvicendati sul palco i più importanti nomi della scena reggae internazionale. E stasera, nell’occasione, il locale celebra anche il compleanno del suo resident dj, Jaka, con una grande dancehall che lo vedrà protagonista. Jaka è uno dei padrini del reggae nazionale. Molto tempo è passato dalle sue infuocate notti al Rockcafè e il decano del reggae fiorentino continua ad essere saldo nella tradizione roots ma proiettato anche verso tutte le nuove sonorità giamaicane. Ad omaggiarlo stasera, alternandosi in consolle, ci penseranno i fiorentini Stamina 5, crew storica che da più di dieci anni promuove a Firenze la cultura Reggae & Hip Hop, i Blackheart da Lucca, unico sound system ( inteso nel senso oroginale del termine, come potente impianto sonoro autocostruito) in Toscana, e Loo Mee.”
“Una notte con Jaka grande padre del reggae” da REPUBBLICA 25 / 4 / 2003

“A mezzanotte la coda si snoda dalla biglietteria fino al parcheggio. Il popolo del reggae arriva a frotte alla Flog, dove sono esplosi i giovedì “VIBRA”, che hanno trasformato l’Auditorium di via Mercati nel tempio reggae della Toscana. W Live, che gestisce lo spazio, ha sempre creduto nel reggae ospitando mostri sacri come Skatalites e Yellowman: “Vibra” ha sancito un movimento che sta crescendo in modo esponenziale alimentato da trasmissioni radio come “Bongoman” di Dj Jaka su Controradio, “Mama Africa” e “Reggae Vibes” su Novaradio.
Jaka, ovvero Giuseppe Giacalone, Dj e cantante (il suo singolo Ganjah è tra i più scaricati dal Web), siciliano, la sua carta d’identità è portatrice di un altro valore forte nel reggae fiorentino : la globalità, pur essendo un genere che si ispira al locale e pur essendo rigorosamente no-global. “Non credo nell’identità “etnica”, non mi sento toscano né siciliano. Non cerco le mie radici nel mondo materiale ma nello spirito” dice e come lui la pensano Jah Mento ( da Erice opera a Siena), il senegalese Young G e l’algerino Smail Aissa Kouider, fiorentini d’adozione.”
“Il Reggae : Toscana in prima fila nel boom di suoni e filosofia giamaicana” di Fulvio Paloscia da REPUBBLICA, 13 / 4 / 2003

“Jahcalone viene da Firenze, è un veterano del reggae italiano e molti conoscono la sua militanza in band fiorentine come la Ludus Dub Band o la One Drop Band, nonché le sue attività di compositore, cantante e diffusore del reggae sia come dj radiofonico che come selector o promotore di eventi.Qui Jaka ci propone un solare e molto ballabile inno antiproibizionista che a mio parere ha la sua forza in una maniera molto “italiana” di scandire le rime e in una grande accuratezza rispetto al modo di proporre il messaggio.Questo fa di “Ganjah” una delle canzoni migliori e meno stereotipate in tema di legalizzazione che si sia sentita in Italia”.
Pier Tosi da VIBESONLINE.NET

“In Italia gli artisti scelgono di mettere in circolazione la loro musica gratuitamente, per avere pubblicità e diffusione a costo zero.Senza contare l’azione di “salvataggio” di alcuni pezzi difficili da trovare nei negozi: è il caso del sigolo Ganjah, stampato dall’italiano Jaka solo su vinile e riservato al mercato giamaicano, reso ora accessibile all’ascolto per tutti, grazie a Vitaminic.”
Olga D’Alì, “Napster Italia” da DONNA di REPUBBLICA, 6/3/2001

“Il Generale, Jaka, e Jah Mento sono da considerare dei veterani della scena reggae italiana ed i creatori della scena reggae a Firenze, la loro città. La loro unione (il Generale, Jaka, e Jah Mento sono tre performers ed autori che cantano i loro brani supportati dalla One Drop Band) continua la tradizione iniziata nei tardi anni ottanta da Il Generale & Ludus Dub Band, in cui militavano sia Il Generale che Jaka: molti si ricorderanno dei loro due album “Stupefacente” e “Guarda la luna e non il dito”. Jah Mento è un altro cantante (risiede a Firenze ma ,come il Jaka, è d’origini sicule) orientato perloppiù a ottime composizioni roots style”.
Pier Gaspardo dal libro “NOTTI DA LEONE” (ed.biblioteca dell’immagine/ 2001)

“Gran festa stasera alla Flog, dove si tributa il giusto omaggio in musica al compleanno del Jaka, pioniere del reggae, musicista e dj amatissimo. Dal vivo con lui uno stuolo di devoti amici: Il Generale, One Drop Band, Jah Mento e Toni Moretto, in consolle 20 fra i dj’s piu’ apprezzati dei Sound Systems toscani.Il ricavato della serata finanziera’ la produzione del nuovo disco di Jaka.”
“Festa Reggae per Jaka” da REPUBBLICA, 19/4/2002

“A dare un idea del grosso fermento italiano ci pensa la giovane “Gramigna Production”, che mette insieme in questo Combo veterani della scena e nuove leve.Intorno a tre basi si avvicendano nomi come Brusco, Don Rico & Treble del Sud Sound System, Ginko & Lady Flavia della Villa Ada Posse, President Arpi della crew del One Love, e la vecchia scuola di Firenze con il Generale, Jaka, Jah Mento che mostrano tutta la loro esperienza sia nelle liriche che nel calore.”
S.P. da “IL MANIFESTO”, 12/2/2002

“Super reggae band fiorentina che si presenterà in grande spolvero con uno spettacolo alla giamaicana, tre cantanti(Jaka,ilGenerale,Jah Mento)e una precisissima backing band che supporterà alla grande l’operato dei tre cantastorie. Jaka dal canto suo animerà la serata con un Roots-Ragga graffiante e comunicativo, shekerando parte del suo repertorio tra cui “Un’s’accuntenta” solarissimo hit cantato in siciliano ed in italiano, il cui video-clip è in heavy rotation da parecchie settimane su Tmc2. Si preannuncia uno show dalle cadenze sinuose e dal sapore caraibico, lasciatevi rapire dal fuoco della Dancehall e partecipate a questo evento”.
Da MUSIC CLUB 10/2001

“Mumia Abu Jamal ex membro del Black Panther Party, giornalista radiofonico, militante per il Black Power, condannato a morte con l’accusa di aver assassinato un poliziotto. Il rapper statunitense KRS One gli dedicherà un brano intitolato “Free Mumia”(1995), anche in Italia DJ Jaka farà altrettanto.”
Leonardo Landi dal libro “SENERAP, La musica della protesta africana” (ed. della Battaglia/2001)

“Kote “Jaka” Giacalone, classe ’67, un sogno da pentagramma nato sui banchi del liceo, tra il “Dante”, un periodo in Sicilia, e poi il “Galileo”. Un sogno chiamato musica , da affidare alla magia della chitarra ( è recente la diffusione del suo disco “Memorabile”teg/Wea) e a una miscela di cinque passioni: reggae, rock, funky,e il sole di Erice dove è vissuto da piccolo e ora Controradio da dove , dal ’91, anima il programma di musica reggae “Bomboklat”, poi diventato “Bongoman”. L’anniversario della trasmissione viene celebrato stasera alle 22 all’Auditorium Flog “con una grande Dancehall-spiega Giuseppe Giacalone-dedicata anche all’indimenticabile Bob Marley, del quale gli artisti che partecipano hanno tutti preparato una loro cover”” il modo più spontaneo per ricordarlo nello spirito delle “good vibes” del reggae. “Bongoman” va in onda su Controradio, sulle frequenze 93.6, ogni Lunedì dalle 20.40 alle 22.30”.
“Un sogno da pentagramma nato sui banchi del Galileo” di Mi.Bra. da “LA NAZIONE”4/5/2001

“Dieci anni di Bongoman. Dietro ad una frase apparentemente incomprensibile si nasconde la storia di un programma radiofonico tra i più longevi della città. Un compleanno festeggiato ieri sera alla Flog. Ne parliamo con Giuseppe Giacalone, in arte DJ Jaka, figura importante del regge nostrano.
D : Cominciamo dall’Amarcord: come ti sei imbattuto in Controradio?
R : Conoscevo la radio già da tempo, e più volte fui intervistato all’interno delle sue trasmissioni. Poi al ritorno da un viaggio in Giamaica, trovai spazio per realizzare un programma che fosse completamente dedicato alla diffusione della cultura reggae. Agli inizi il programma si chiamava Bomboklaat e conteneva un Ragganotiziario in rima sui fatti cittadini, realizzato insieme al Generale.
D : Ricordi del programma?
R : Molti, a cominciare da tutti i gruppi italiani che poi sono diventati famosi: 99 Posse, Almamegretta, Africa Unite. Molti di loro sono passati da Bongoman, ancor prima di registrare i loro singoli e album di debutto.
D : Che scena hai trovato a Firenze, agli inizi di Bongoman ?
R : Una scena già molto viva. Oggi a distanza di dieci anni posso dire che il reggae fiorentino si è espanso in maniera quasi inaspettata. Perfino musicisti giamaicani e africani si stabiliscono qui.
D : La scena reggae italiana è progredita molto negli ultimi anni, vedi un futuro ancora florido ?
R : Assolutamente sì. La scena di oggi è preparatissima, abbiamo dj e gruppi che tengono testa anche agli artisti giamaicani, diciamo che l’energia e le promesse iniziali non sono andate perdute, e oggi il linguaggio del reggae è stato definitivamente metabolizzato ed assorbito anche qui.
D : Qualcosa sui tuoi progetti musicali, dopo il singolo “Memorabile” ?
E’ previsto un album a cui parteciperanno il Generale & Jah Mento. Sarà un autoprodotto, dato che il rapporto con la Teg di Piero Pelù è da considerarsi concluso. Per il resto sarò in Tour tutta l’estate con la One Drop Band.
“Dieci anni di Giamaica in città : il Dj Jaka racconta il suo Bongoman” di Bernardo Cioci da “LA NAZIONE” 5/5/2001

Una domenica di maggio. L’Auditorium Flog è gremito, ragazzi giovanissimi improvvisano movimenti di breakdance, gli mc sgranano le loro rime mentre le abili mani dei dj scorrono sui piatti. Sul palco si alternano tutti i nuovi gruppi ragga-hip-hop di Firenze e dintorni : Acid One, Calabria Saudita, Divieto, Ragariddim, Rashid, Toscani Classici, Michelangelo Buonarroti, e moltissimi altri sono i protagonisti di questa giornata all’insegna della cultura hip hop.La serata è stata organizzata per festeggiare l’uscita della compilation “H2f Hip Hop da Firenze e dintorni”, progetto nato dall’incontro tra gli operatori di strada del camper Ukbit con le posse dei giovanissimi rapper. Tutto è iniziato nel quartiere di Via Rocca Tedalda noto alle cronache cittadine per le spettacolari retate contro lo spaccio di eroina; qui Ari dj, Ema, Michael,Rino Smash, e Frank Vega 996, hanno creato il gruppo dei “Los Bandidos”(ad oggi sciolto). “Ci conosciamo da tantissimo tempo, anche perché abitiamo nello spazio di pochi metri quadri” dice Rino. “Praticamente siamo partiti rappando su delle basi famose”, spiega Frank, le strumentali ce le ha procurato Beppe”. “Il mitico Beppe”, aggiunge Rino. Il “mitico Beppe” altri non è che il ben noto Dj Jaka ( Beppe Giacalone) : operatore di strada della cooperativa sociale C.A.T., mc ragga, conduttore radiofonico, nonché esponente della old school fiorentina. “Una volta ho visto Frank scrivere delle rime e dei componimemti poetici. Da lì è nato l’incoraggiamento a metterli in musica, e poi questi ragazzi hanno il ritmo dentro, per cui gli è venuto anche abbastanza spontaneo. Le basi che usavamo erano basi di noti gruppi hip hop, di Above the Law, Paris, GangStarr o anche basi reggae come per esempio Lee Perry. Volevo far risaltare la spontaneità con cui il nostro lavoro si è svolto. I pezzi sono nati molto spontaneamente, provando lì per lì con i microfoni dentro il camper, quindi non ci sono stati fronzoli, sovraincisioni. In poco tempo i ragazzi sono riusciti a registrare alcuni brani scritti da loro,” racconta Dj Jaka. Infatti l’obiettivo è quello di rendere protagonisti i ragazzi e non solo semplici fruitori, di uno dei generi musicali più legati alla strada, dando loro la possibilità di veder prodotti i loro brani su un cd. Il laboratorio musicale è stato realizzato dal camper del Progetto Ukbit, un iniziativa di prevenzione delle tossicodipendenze e del virus hiv, promosso e coordinato dall’ASL e dall’Ufficio Prevenzione Tossicodipendenze del Comune di Firenze con il finanziamento del Ministero degli Affari Sociali.
“Edutainment, il rap contro l’emarginazione” di Papa Leo da “GROOVE” n.2 / Settembre 2001